La sindrome orticaria angioedema

 

Questa sindrome, definita in medicina con la sigla SOA, è una manifestazione dove il quadro dell’edema, cioè del gonfiore, è presente nella reazione urticarioide in modo preponderante; si parla di angioedema quando le  reazioni tipiche dell’orticaria, prurito e rossore sono minime rispetto all’edema. La SOA può essere da contatto o da ingestione, è il caso del contatto con la pesca o l’ingestione di arachidi.

I quadri clinici possono essere molto diversi fra loro per gravità e per interessamento della cute, generalmente i tessuti più lassi sono quelli più interessati, come prima riportato un interessamento della glottide è un quadro di estrema gravità. Si distinguono una forma acuta ed una forma cronica, in entrambi i casi esiste una familiarità per questa sindrome. La causa della forma cronica sembra dovuta per lo più a manifestazioni “focali”, cioè dovute ad infezioni croniche come tonsilliti, colecistiti etc. che innescano un meccanismo autoimmune, frequente è l’associazione con malattie autoimmuni organo specifiche (tiroiditi in particolare). La forma acuta è invece sostenuta da una vera e propria reazione anafilattica con il coinvolgimento di mastociti ed anticorpi di tipo IgE. Le sostanze scatenanti sono in questo caso per lo più gli alimenti ed i farmaci.

L’esercizio fisico è una condizione favorente l’insorgere di questa sindrome.

Per l’edema, che è il sintomo preponderante in questa sindrome, la malattia può assumere una certa gravità, soprattutto quando viene interessato il laringe (vedi capitolo seguente).

Caso clinico:

Viene in studio una paziente affetta da una forma di angioedema cronico da circa due anni, la sintomatologia si presenta più volte a settimana e la frequenza è negli ultimi mesi sempre maggiore. Nell’anamnesi patologica la paziente riferisce una spiccata trombocitosi e  ricorrenti episodi febbrili senza causa apparente. Gli episodi febbrili orientano subito la diagnosi verso una forma focale; vengono eseguiti tutti gli esami necessari per individuare eventuali infezioni nascoste, ma tutti danno esito negativo, a questo punto si decide di iniziare una terapia antibiotica per sradicare eventuali germi nascosti, si prescrive amoxicillina con acido clavulanico mattina e sera per sei giorni, si consegna la ricetta alla paziente e colpo di scena la paziente chiede se deve sospendere la terapia con cardioaspirina che regolarmente prende per la trombocitosi da molti anni. Quando le era stato chiesto nel raccogliere l’anamnesi se prendesse farmaci la paziente non ha menzionato la terapia anticoagulante poiché questa era una terapia cronica e quindi precedente all’insorgenza dell’angioedema. La sospensione della terapia con la cardioaspirina ha dato una immediata scomparsa dei sintomi. Questo ci fa capire come un farmaco può dare allergia anche dopo parecchi anni dalla prima assunzione.

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